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MATERIE PRIME,IMPATTO DAL MAR ROSSO

Con l'intensificarsi degli attacchi dei ribelli Houthi nel mar Rosso cambiano le rotte delle navi portacontainer, con un conseguente aumento dei costi e rischi per il reperimento delle materie prime che va a impattare sull'attività delle aziende della filiera automobilistica italiana. È quanto emerge da un focus dell'Anfia che ricorda come circa il 30% del trasporto mondiale di container passava attraverso il Mar Rosso, ma gli attacchi hanno spinto le compagnie di navigazione a trovare nuove rotte, reindirizzando verso il Capo di Buona Speranza oltre 200 miliardi di dollari di flussi commerciali dalle ultime settimane del 2023. Le nuove rotte stanno ritardando le consegne e contestualmente aumentando i costi di spedizione, con una forte esposizione ad una nuova interruzione nel commercio globale. Una prima conseguenza è il balzo nei costi dei trasporti nelle prime settimane del 2024: per un container da 40 piedi da Shanghai a Rotterdam si è passati in poche settimane dai 1.667 dollari del 21 dicembre 2023 ai 4.984 dollari del 25 gennaio; quello del trasporto da Shanghai a Genova è passato nel medesimo periodo da 1.956 a 6.385 dollari. L'Anfia evidenzia come l'aumento di questi costi avrà un impatto in Europa sui prezzi delle merci importate dalla Cina e dall'Asia 3 in generale. In generale la survey dell'associazione mostra come solo il 16% degli intervistati ritiene che la Crisi nel Mar Rosso non impatti il proprio business. Finora due terzi degli intervistati non ha registrato interruzioni della produzione delle aziende clienti per ritardi o mancanza di componenti, ma oltre un terzo sta utilizzando forme di trasporto alternative mentre un terzo sta facendo stockpiling. Secondo il 35% degli intervistati, infine, non sussistono i presupposti per una nuova ondata di shortage nella supply-chain dell'automotive in Italia mentre un 31% mostra preoccupazione.

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