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La FSRU Toscana ha lasciato il porto di Genova

Dopo i primi interventi a San Giorgio del Porto, il terminal di rigassificazione di OLT Offshore proseguirà i lavori di manutenzione presso Chantier Naval de Marseille


Come previsto, la FSRU Toscana, ha lasciato il porto di Genova, con direzione Marsiglia.

Il rigassificatore gestito da OLT Offshore e solitamente ormeggiato al largo delle coste di Livorno, ha abbandonato temporaneamente la sua ubicazione abituale per sottoporsi ad una serie di interventi di manutenzione, affidati da San Giorgio del Porto, che ne ha svolti una prima parte nel capoluogo ligure e che li completerà presso le strutture della sua controllata francese Chantier Naval de Marseille (CNdM).


Come riferito dalla Capitaneria di Porto di Genova, sabato 1° giugno la FSRU Toscana ha disormeggiato dalla banchina dell’ex superbacino e, con l’ausilio di 3 rimorchiatori e degli altri servizi tecnico-nautici (piloti e ormeggiatori), ha completato la manovra di uscita dal porto di Genova, per poi dirigersi, sempre trainata dai 3 tug, verso Marsiglia.


La necessità di spostare il mezzo dall’Italia alla Francia ha una motivazione precisa, che – come spiegato alcune settimane fa da Pierenrico Beraldo, Presidente di Chantier Naval de Marseille (CNdM) e membro del Consiglio di Amministrazione di San Giorgio del Porto – riguarda le sue dimensioni: con 306 metri di lunghezza, infatti, la FSRU Toscana non potrebbe entrare nei bacini genovesi, mentre non avrà problemi ad accomodarsi in quelli marsigliesi, il più grande dei quali supera i 400 metri.


Per questo una parte rilevante dell’intervento – per cui OLT investirà in totale 80 milioni di euro, di cui 15 per i lavori in cantiere (il resto riguarda i costi di stacco e riattacco dell’unità e l’acquisto di equipment e servizi) – verrà svolta dal cantiere francese del gruppo GIN (Genova Industrie Navali, la holding a cui fanno capo sia San Giorgio del Porto sia Chantier Naval de Marseille, oltre a T. Mariotti e Piombino Industrie Marittime), dove la FSRU Toscana resterà tutta l’estate, per poi tornare ad assumere il suo posizionamento abituale entro ottobre, in tempo per dare il suo contributo in termini di approvvigionamento di gas naturale con l’avvio della stagione autunnale.

 

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